{"id":203,"date":"2014-02-02T10:36:28","date_gmt":"2014-02-02T09:36:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/?page_id=203"},"modified":"2015-11-29T11:53:32","modified_gmt":"2015-11-29T10:53:32","slug":"labitato","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/?page_id=203","title":{"rendered":"ABITATO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Abakaine, come indicato da Diodoro (XIV, 90, 3), o pi\u00f9 comunemente Abakainon fu un antichissimo centro indigeno siculo successivamente grecizzato ed infine romanizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019abitato antico ricade nell\u2019odierno territorio del Comune di Tripi ed \u00e8 stato individuato da Antonio Salinas\u00a0 (NSC 1886 pp. 463 \u2013 465) \u00a0\u00a0a sud del Casale\u00a0 di\u00a0 Tripi nel pianoro di Contrada Piano e Chiappe \u00a0tra il torrente Tallarita\u00a0 e Pizzo Cisterna.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-large wp-image-131\" src=\"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/img018-1024x579.jpg\" alt=\"img018\" width=\"474\" height=\"268\" srcset=\"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/img018-1024x579.jpg 1024w, http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/img018-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 1.5;\">Non conosciamo oggi i limiti precisi \u00a0dell\u2019abitato che doveva in parte svilupparsi a terrazze lungo le pendici collinari: \u201c Il cuore dell\u2019abitato antico, con le aree a destinazione pubblica, sembra individuarsi in Contrada Piano e Chiappe \u00a0che si incontrano percorrendo la rotabile che dalla frazione di Campogrande conduce a quella di Casale e poi al paese di Tripi. I resti pi\u00f9 cospicui erano costituiti da un\u2019imponente struttura in blocchi a filari isodomi, oggi ricoperta, messa in luce da Madeleine Cavalier per quasi cento metri, probabile sistemazione monumentale di un terrazzamento a monte di un\u2019agor\u00e0.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0Sul declivio soprastante, identificabile con le prime terrazze del Pizzo Cisterna, si individuano\u00a0 le tracce di un quartiere di abitazione del III sec. a.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le indagini rivelarono inoltre che la citt\u00e0 si era sviluppata nell\u2019area di precedenti insediamenti\u00a0 preistorici riferibili al Neolitico medio (ceramica nello stile di Stentinello), all\u2019et\u00e0 del Bronzo ed alla prima et\u00e0 del Ferro, alla quale dovrebbe essere pertinente la necropoli rupestre \u00a0di tombe \u201ca grotti cella\u201d artificiale visibili in contrada Portusa, sul versante meridionale di Pizzo Cisterna.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-large wp-image-134\" src=\"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/img020-1024x888.jpg\" alt=\"img020\" width=\"474\" height=\"411\" srcset=\"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/img020-1024x888.jpg 1024w, http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/img020-300x260.jpg 300w, http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/img020.jpg 1193w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019abitato aveva quindi probabilmente origini assai antiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(La Necropoli di Abakainon a cura di Giovanna Maria Bacci \u2013 Piero Coppolino pag. 14 \u2013 15 &#8211; Regione Sicilia Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali di Messina)<\/p>\n<p>Per un approfondimento\u00a0 dell\u2019argomento sull\u2019area dell\u2019abitato di \u201cAbakainon\u201d e sul suo territorio si rinvia alla \u201cRelazione preliminare : per la Storia di Abakainon\/Abacaenum prime indagini topografiche del territorio di Tripi\u201d pubblicato in \u201cSicilia Antiqua an International Journal of Archeology VI 2009\u201d<\/p>\n<p>Gioacchino\u00a0 Francesco La Torre\u00a0 Professore Ordinario di Archeologia dell\u2019Universit\u00e0 di Messina .<\/p>\n<p>Qui si riporta di seguito il solo paragrafo 2 : \u201c Scoperte fortuite e indagini di scavo effettuate intorno alla met\u00e0 del secolo scorso hanno permesso di ubicare il sito dell\u2019antico abitato nell\u2019area pianeggiante della frazione Il Piano, disposta alla quota di m 300 ca., delimitata a Nord dal Torrente Tellarita e compresa tra le alture del Pizzo Cisterna (m.465) a Nord-Est e del Castello (m.614) a Sud-Ovest.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il Fazello aveva segnalato la presenza di cospicui resti antichi\u00a0 che non sapeva attribuire ad alcuno dei centri noti dalle fonti letterarie: \u201c<em>Sotto le sue mura (di Tripi) si vedono i segni di una citt\u00e0 grande e, come sembra, antichissima, di grande perimetro, ma distrutta fino alle fondamenta: pietre squadrate, colonne abbattute, e rocche distrutte. Quale essa sia stata presso i nostri antenati, finora non ho potuto appurarlo\u201d. <\/em><\/p>\n<p>I successivi ritrovamenti nel sito di molte monete della zecca di <em>Abakainon <\/em>hanno permesso di giungere all\u2019identificazione con il centro siculo che i passi di Diodoro precedentemente richiamati permettevano di porre vicino a Tindari.<\/p>\n<p>In un breve articolo per le Notizie degli Scavi, nel quale dava conto di un suolo sopralluogo a Tripi, il Salinas, sulla base di quanto allora noto e delle sue personali osservazioni, poteva gi\u00e0 correttamente individuare l\u2019ubicazione dell\u2019abitato nella localit\u00e0 Il Piano e della necropoli in localit\u00e0 Cardusa, ai piedi del Pizzo Cisterna verso il Monte Cheti, posto a Nord-Est. Da quest\u2019ultima localit\u00e0, infatti, provenivano tre delle quattro iscrizioni funerarie\u00a0 di cui il Salinas da notizia: cippi di arenaria\u00a0 ben squadrati, destinati ad essere inseriti alla base di una qualche muratura; si tratta, evidentemente, delle stele funerarie che\u00a0 sormontavano gli <em>epitymbia <\/em>che il recente scavo della Soprintendenza ha permesso di riportare alla luce.<\/p>\n<p>Successivamente, alla breve indagine del Salinas, occorre attendere l\u2019immediato dopoguerra affinch\u00e9 venga dato avvio ad un programma scientifico di riceerche nel territorio di Tripi. Si deve all\u2019instancabile attivit\u00e0 di Luigi Barnab\u00f2 Brea l\u2019impostazione di un piano\u00a0 di indagini finalizzate al riconoscimento dei dei caratteri culturali e cronologici del sito; dopo un accurato sopralluogo, effettuato insieme al Ryolo, l\u2019allora Soprintendente di Siracusa affid\u00f2 nel 1952 a Fran\u00e7ois\u00a0 Villard il compito di effettuare una breve quanto intensa campagna di scavi, i cui risultati, di estremo interesse, sono stati prontamente editi dal Villard stesso.<\/p>\n<p>Il resoconto del Villard non \u00e8 pi\u00f9 che una nota preliminare, privo di qualunque corredo cartografico, ragione per la quale le indicazioni fornite trovano una collocazione estremamente generica e di massima nella topografia del sito; grazie alla cortesia e alla disponibilit\u00e0 mostrate dalla Dott.ssa Cavalier, dalla Dott.ssa Bacci, allora Direttore del Museo Regionale di Lipari, e dal Dott. Spigo, allora Direttore del Servizio Archeologico della Soprintendenza\u00a0 BB.CC.AA. di Messina, \u00e8 stato possibile acquisire copia della documentazione attualmente disponibile relativa all\u2019intervento: in particolare, risulta di particolare utilit\u00e0 la copia dello stralcio di una mappa corografica della localit\u00e0 Il Piano sul quale sono stati localizzati tutti i saggi di scavo effettuati dal Villard nel 1952.<\/p>\n<p>Lo studioso francese, infatti, effettu\u00f2\u00a0 una serie di trincee in pi\u00f9 punti del territorio: la maggior parte nella Contrada Il Piano tre\u00a0 nella zona dell\u2019antica necropoli, a Nord di \u00a0Pizzo Cisterna, l\u2019area dalla quale provenivano le iscrizioni edite dal Salinas.<\/p>\n<p>Nella trincea 11, effettuata in prossimit\u00e0 della Chiesetta di San Giovanni, scopr\u00ec una prima fase di frequentazione del sito, ascrivibile al Neolitico stentinelliano, caratterizzata da frammenti di vasi decorati ad impressione associati con strumenti\u00a0 in selce\u00a0 ed ossidiana e con schegge. Al di sopra\u00a0 del livello neolitico rinvenne uno strato con materiale protostorico d\u2019impasto che datava alla Prima et\u00e0 del Ferro; in saggio effettuato poco pi\u00f9 a Sud (trincea 13)<\/p>\n<p>restitu\u00ec abbondante\u00a0 materiale di questa fase\u00a0 protostorica. Il Villard,\u00a0 inoltre, segnalava la presenza, sulla parete rocciosa meridionale del Pizzo Cisterna, di alcune grotticelle di forma circolare dotate di banchina sul fondo, rinvenute completamente vuote, che pure potevano essere considerate tombe di un tipo del tutto analogo a quelle che si andavano contemporaneamente scoprendo e scavando nella vicina Rod\u00ec, l\u2019antica Longane.<\/p>\n<p>Le ricerche del Villard portarono elementi nuovi anche per quanto riguarda le successive fasi di epoca classica: sporadici materiali di VI-IV secolo dalla trincea 10, nell\u2019area dell\u2019abitato de Il Piano e pi\u00f9 consistenti resti, anche monumentali, di epoca ellenistica e romana; in particolare lo studioso francese<\/p>\n<p>Segnalava il ritrovamento di un grande muro, allora riutilizzato quale terrazzamento, che fu possibile seguire per m 29\u00a0 di lunghezza; il muro con fondazioni di pietre irregolari , piano di spiccato in lastre e alzato a doppia cortina di blocchi (due filari conservati), di cm. 80 di spessore, doveva fungere da terrazzamento tra due aree della citt\u00e0 poste a quote diseguali. Dal resoconto pubblicato dallo scavatore si arguisce che la cronologia del muro va posta in epoca ellenistica.<\/p>\n<p>Livelli di epoca ellenistica sono stati rinvenuti anche nelle trincee 8 e 9 , effettuate qualche decina di metri pi\u00f9 a Sud della Chiesa di San Giovanni, lungo la strada per Tripi ; in questi scavi\u00a0 anche i soprastanti livelli romani hanno restituito numeroso materiale ceramico di epoca ellenistica: ceramica campana di tipo A e di tipo C e una moneta di Ierone II.<\/p>\n<p>Nelle trincee 6 e 8, al centro della contrada Il Piano, sono emerse strutture murarie appartenenti ad \u201cimportanti costruzioni di et\u00e0 imperiale\u201d: grossi muri, di cm. 90 di ampiezza, livelli ricchi di ceramica aretina e di sigillata chiara e, soprattutto, un frammento di lastra marmorea iscritta, databile per lo studioso tra il I e il II secolo d.C.. L\u2019iscrizione, bench\u00e9 estremamente frammentaria, riveste notevole importanza dal momento che si tratta di un documento pubblico nel quale viene sicuramente menzionato un personaggio che ha rivestito\u00a0 la carica del duoviro.<\/p>\n<p>Il rinvenimento nei pressi delle trincee 6 e 8 di grandi colonne di granito, riutilizzate nella fabbrica di un edificio medievale, forse un monastero, che sarebbe sorto sulle rovine dell\u2019edificio romano , secondo il Villard, lascia sospettare che l\u2019area fosse occupata in epoca romana da almeno un edificio di notevole impegno monumentale; la presenza nella stessa area dell\u2019iscrizione pubblica potrebbe avvalorare l\u2019ipotesi, avanzata da Bernab\u00f2 Brea, che in questa zona centrale della contrada si potesse sviluppare l\u2019<em>agor\u00e0<\/em> \u2013foro della cittadina.<\/p>\n<p>Tre trincee sono state invece praticate dal Villard nell\u2019area della necropoli ed hanno portato alla scoperta di 13 sepolture di IV-III secolo a.C. di varia tipologia: sono infatti attestate: inumazioni alla cappuccina, inumazioni a fossa coperta la lastroni, cremazioni entro fossa tutte di IV-III ed una tomba ad incinerazione entro urna cilindrica in piombo di\u00a0 secolo a.C.<\/p>\n<p>La trincea\u00a0 3, infine, ha permesso di portare alla luce uno dei monumenti funerari ad <em>epitymbion, <\/em>la cui presenza era ben percepibile gi\u00e0 al Villard, e che sono poi stati oggetto degli estesi interventi di scavo da parte della Soprintendenza di Messina.<\/p>\n<p>L\u2019indubbio interesse suscitato dai risultati delle indagini effettuate dal Villard nel 1952 condusse ad una ripresa delle ricerche da parte della Soprintendenza di Siracusa; nel 1961, infatti, fu affidato a Madeleine Cavalier l\u2019incarico di riprendere lo scavo del lungo muraglione gi\u00e0 individuato dal Villard nei pressi della Chiesetta semidiruta di San Giovanni.<\/p>\n<p>Anche di questo intervento\u00a0 \u00e8 stato pubblicato un breve resoconto preliminare, pure privo della documentazione grafica. Di questa indagine, grazie ancora alla cortesia della dott.ssa Cavalier, della dott.ssa Bacci e del dottor Spigo, ho potuto avere copia del giornale di scavo e delle fotografie allora scattate.<\/p>\n<p>Lo scavo ha rivelato che il lungo muro in questione, messo in luce per una lunghezza di m. 35, si doveva estendere in senso Nord-Sud per almeno m 94,40. Esso era realizzato a doppia cortina di blocchi squadrati, messi in opera a filari isodomi, ben sbozzati in facciavista, internamente ammorsati ad un conglomerato cementizio di blocchetti e pietrame irregolare. Il muro, che Villard sembra attribuisse alla fase ellenistica, viene ora datato dalla Cavalier in epoca romana.<\/p>\n<p>All\u2019estremit\u00e0 sud-orientale del muro si \u00e8 potuto\u00a0 vedere che esso risvoltava verso Est, anche se di questa prosecuzione non \u00e8 stato possibile seguire l\u2019andamento. A monte\u00a0 del muro, ad Ovest di esso, correva un largo canale\u00a0 che doveva drenare le acque che scendevano dal pendio retrostante; davanti al muro, invece, ad Est, si apriva una ampia zona piana, il foro della citt\u00e0 nell\u2019interpretazione della Cavalier e dello stesso Bernab\u00f2 Brea.<\/p>\n<p>Alle spalle del muro, sul pendio retrostante, sono stati effettuati saggi che hanno portato alla scoperta di case di abitazione , arricchite da colonne litiche, databili al III secolo a.C. grazie ai materiali rinvenuti: ceramiche nello stile\u00a0 di Gnathia e monete dei Mamertini.<\/p>\n<p>Queste scoperte, in aggiunta ai dati recuperati dal Villard, permettevano di ipotizzare\u00a0 che la citt\u00e0 di <em>Abakainon , <\/em>\u00a0poi <em>Abacaenum, <\/em>\u00a0avesse in epoca ellenistica e romana una qual certa monumentalit\u00e0 e che l\u2019abitato\u00a0 fosse organizzato in maniera regolare intorno ad una ampia piazza.<\/p>\n<p>Purtroppo, tutte le strutture rinvenute sono state reinterrate per motivi\u00a0 di sicurezza ed in seguito non si \u00e8 mai pi\u00f9 avuta l\u2019occasione di riprendere le indagini.<\/p>\n<p>Solo poche righe dedica a Tripi lo Wilson , riassumendo brevemente il quadro delle conoscenze, anche sulla base di osservazioni personali.<\/p>\n<p>Tripi ed il suo passato sono nuovamente tornati a suscitare\u00a0 l\u2019interesse degli archeologi in seguito alla ripresa delle indagini nell\u2019area della necropoli di contrada Cardusa , a Nord di Pizzo Cisterna ; gli scavi , avviati nel 1994 e poi portati avanti in maniera\u00a0 sistematica grazie a finanziamenti comunitari per la conoscenza, il recupero e la valorizzazione dei Beni Culturali nell\u2019ambito del POP prima e del POR poi, hanno riportato alla luce un vasto settore della monumentale\u00a0 necropoli altoellenistica , caratterizzata dalla presenza di elaborati <em>epitymbia <\/em>in arenaria al di sopra della sepoltura : le tombe sono in prevalenza ad incinerazione, entro fossa o pi\u00f9 raramente entro vaso cinerario, o inumazioni a fossa rivestita da lastroni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I corredi finora recuperati indicano , almeno per questo settore della necropoli, una cronologia tra la met\u00e0 del \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 IV ed il III secolo a.C.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abakaine, come indicato da Diodoro (XIV, 90, 3), o pi\u00f9 comunemente Abakainon fu un antichissimo centro indigeno siculo successivamente grecizzato ed infine romanizzato. L\u2019abitato antico ricade nell\u2019odierno territorio del Comune di Tripi ed \u00e8 stato individuato da Antonio Salinas\u00a0 (NSC 1886 pp. 463 \u2013 465) \u00a0\u00a0a sud del Casale\u00a0 di\u00a0 Tripi nel pianoro di Contrada &hellip; <a href=\"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/?page_id=203\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">ABITATO<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-203","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/203","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=203"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/203\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":795,"href":"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/203\/revisions\/795"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=203"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}