{"id":197,"date":"2014-02-02T10:34:39","date_gmt":"2014-02-02T09:34:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/?page_id=197"},"modified":"2015-11-29T11:55:10","modified_gmt":"2015-11-29T10:55:10","slug":"la-necropoli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/?page_id=197","title":{"rendered":"NECROPOLI"},"content":{"rendered":"<p>Su un\u2019estesa area collinare , a nord dell\u2019abitato antico, \u00a0si estende la necropoli, in \u00a0contrada Cardusa , delimitata dal corso dei torrenti Tallarita e Mazzarr\u00e0.<\/p>\n<p>La zona risulta utilizzata per uso funerario tra il IV sec. e la fine del III sec. a.C.<\/p>\n<p>Le sepolture messe in luce sfruttano in maniera intensiva una serie di stretti terrazzamenti, ricavati sulla forte pendenza collinare e presentano caratteri di spiccata monumentalit\u00e0.<\/p>\n<p>Protette dall\u2019accumulo di spessi strati di detrito, causati dallo scivolamento del pendio, le sepolture hanno conservato integra, nella maggior parte dei casi, la loro struttura architettonica, ovvero il monumento funerario sul soprassuolo:\u00a0<i>l\u2019epitymbion.<\/i><\/p>\n<p>Realizzati in pietra arenaria, estratta in loco, come dimostrano i fori per i cunei di cava visibili sulle rocce affioranti tutt\u2019intorno la necropoli, gli\u00a0<i>epitymbia<\/i>, nei limiti dell\u2019attuale evidenza archeologica, si possono classificare, in tre tipi principali:<\/p>\n<ol>\n<li>dado porta stele collocato su basamento o lastroni litici;<\/li>\n<li>dado porta stele collocato su basamento a gradoni, costituito da blocchi litici parallelepipedi sovrapposti;<\/li>\n<li>struttura parallelepipeda a blocchi litici collocata su basamento a \u00a0 lastroni.<\/li>\n<\/ol>\n<p><a href=\"https:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/stele.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-297 alignleft\" src=\"https:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/stele-e1393156473972.jpg\" alt=\"stele\" width=\"200\" height=\"350\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/img0221.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-299 alignnone\" src=\"https:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/img0221.jpg\" alt=\"img022\" width=\"200\" height=\"240\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il dado porta stele \u00e8 generalmente liscio, raramente inciso col nome del defunto; cavo nella parte superiore, per l\u2019alloggiamento della stele; ad angoli vivi o modanati, a volte decorati da lesene agettanti. In rapporto alla grandezza pu\u00f2 essere \u00a0semplicemente poggiato sul basamento, oppure connessurato in piombo o graffato in ferro.<\/p>\n<p>La stele \u00e8 di forma rettangolare, una sorta di pilastrino mediamente alto; rigidamente squadrato o rastremato verso l\u2019alto; liscio o recante inciso il nome de defunto. In alcuni casi la stele \u00e8 sostituita da una colonnina scanalata, apparentemente priva di coronamento.<\/p>\n<p>La tomba vera e propria si colloca ad una discreta profondit\u00e0 rispetto all\u2019\u00a0<i>epitymbion\u00a0<\/i>. Solitamente \u00e8 scavata nella terra, senza alcuna caratterizzazione, la cosiddetta \u201cfossa terragna\u201d, e poteva contenere il corpo dell\u2019inumato o le ceneri del defunto raccolte entro contenitori fittili o in bronzo (incinerazione secondaria), oppure costituire essa stessa il luogo dell\u2019incinerazione (incinerazione primaria).<\/p>\n<p>Raramente la tomba \u00e8 costituita da una cassa, realizzata con lastroni litici di arenaria; il piano deposizionale \u00e8 normalmente di terra, solo in pochissimi casi \u00e8 pavimentato mediante l\u2019impiego di una lastra litica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/tripi2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-137 alignright\" src=\"https:\/\/www.museosantifurnari.it\/museo\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/tripi2.jpg\" alt=\"tripi2\" width=\"150\" height=\"231\" \/><\/a>Altrettanto limitata \u00e8 la presenza di tombe cosiddette \u201calla cappuccina\u201d, ovvero realizzate con l\u2019impiego di grandi tegole piatte, deposte a doppio spiovente e apice talvolta provvisto di un coppo<\/p>\n<p>In questi casi il rito funebre era quello dell\u2019inumazione, con il corpo del defunto quasi sempre in posizione supina e le braccia distese lungo i fianchi di protezione.<\/p>\n<p>Lo scavo ha, inoltre, evidenziato la presenza di possibili monumenti funerari architettonicamente pi\u00f9 complessi, uno dei quali collocato\u00a0 a sud-est dell\u2019area fin\u2019ora indagata. Si tratta di un poderoso crollo di elementi strutturali e decorativi, si riferisce ad una costruzione pi\u00f9 elaborata ed articolata, tipo edicola funeraria.<\/p>\n<p>Per una pi\u00f9 approfondita analisi del presente argomento e di quello sui corredi funerari si consiglia:<\/p>\n<p>1)Bacci : La Necropoli di Abakainon \u2013 Messina Edas 2009<\/p>\n<p>2) Girolamo Sofia : Abakainon. Nella dimora di Ade. La necropoli in Contrada<\/p>\n<p>Cardusa a Tripi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su un\u2019estesa area collinare , a nord dell\u2019abitato antico, \u00a0si estende la necropoli, in \u00a0contrada Cardusa , delimitata dal corso dei torrenti Tallarita e Mazzarr\u00e0. La zona risulta utilizzata per uso funerario tra il IV sec. e la fine del III sec. a.C. 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